mercoledì 21 gennaio 2009


Batte la pioggia alle mie finestre, diafane lacrime spinte dal vento, monda, incurante, la via campestre, smorza il fuoco, sicché si fa spento.

Fa eco al mio cuor che piange silente quando pel canto non v’è più la voce; poiché le mani non stringon più niente se l’alma lascia il petto precoce.

Oltre, al freddo, non gemer, mio cuore, l’aere sereno recherà, il Sole ora celato da nuvole oscure.

Altre lacrime non sparger, mio cuore,
risanerà la ferita che duole, col bel canto svaniran le paure.

2 commenti:

Bob ha detto...

le tue parole sn di kuelle ke fanno male..ke vanno a fondo...ke nn dovrebbero essere mai dette...ke kuando le dici...uuuhhmmm...un brivido corre lungo il corpo..e nn riesci a fermarli..i muscoli del viso cominciano a muoversi e contrarsi, per farti piangere gocce di memoria che nn potranno essere asciugate neppure dal tempo più arido...

...perkè in queste frasi io riguardo me stesso...io qst parole io mi ritrovo e vorrei scomparirvi...

perchè ormai, le tue forti braccia hanno chiuso il mio cuore

i tuoi occhi lucenti che un tempo erano il mio specchio piú bello

ora sono chiusi per sempre

ed io mi osservo nel buio di un anima che non conosce piú emozioni

dove tutto é uguale a se stesso

dove il tuo ricordo ancora mi agita il cuore

Bob ha detto...

grazie per kll ke hai scritto