
Batte la pioggia alle mie finestre, diafane lacrime spinte dal vento, monda, incurante, la via campestre, smorza il fuoco, sicché si fa spento.
Fa eco al mio cuor che piange silente quando pel canto non v’è più la voce; poiché le mani non stringon più niente se l’alma lascia il petto precoce.
Oltre, al freddo, non gemer, mio cuore, l’aere sereno recherà, il Sole ora celato da nuvole oscure.
Altre lacrime non sparger, mio cuore, risanerà la ferita che duole, col bel canto svaniran le paure.




